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La curcuma come lo zenzero appartiene alla famiglia delle Zingiberaceae di cui si conoscono più di ottanta specie ma quella utilizzata in cucina e in fitoterapia è la Curcuma Longa o Domestica.
La curcuma è una pianta erbacea perenne dai grandi fiori gialli ma è la radice la parte che viene utilizzata ed è costituita da un grosso rizoma cilindrico, ramificato e globoso, di colore intensamente giallo-arancio.
Nasce nell’Asia meridionale, predilige le aree climatiche tropicali ad elevata piovosità, dall’India alla Malesia, è fortemente aromatica e può raggiungere il metro di altezza.
Della curcuma si potrebbe parlare all’infinito per le molteplici proprietà e curiosità relative ad essa.
Marco Polo “scoprì” la curcuma in Cina nel 1280 ed erroneamente la assimilò allo zafferano per il colore giallo che entrambi rilasciano se aggiunti ad un liquido.
Questo errore è una delle ragioni per cui ancora oggi la curcuma viene considerata un sostituto economico dello zafferano nonostante sapore ed aroma siano completamente differenti.
La curcuma inoltre viene spesso confusa con il curry, che invece altro non è che un misto di spezie tra cui è presente ANCHE la curcuma.
Biodisponibilità
La curcuma che si ingerisce purtroppo non viene assimilata dall’organismo ma viene eliminata attraverso le urine e le feci.
Ecco che si è compreso come rendere biodisponibile dall’organismo la curcumina, la componente attiva della curcuma.
Come? Associando la curcuma con altre molecole. Si è visto come la piperina del pepe raddoppi la biodisponibilità della curcuma cosa che avviene naturalmente utilizzando del curry. Ma l’assorbimento della curcumina viene amplificato se ad essa si aggiunge una parte grassa, come olio extravergine di oliva associato al pepe.
Numerose ricerche scientifiche su più livelli hanno portato a definire la curcuma come l’oro dell’India proprio per le sue capacità curative e preventive con efficacia paragonabile ai farmaci, o addirittura superiori, ma priva di effetti collaterali di questi ultimi.
La curcuma svolge più di cinquanta azioni terapeutiche, dall’alleviamento del dolore al miglioramento della circolazione.
Riassumiamo alcune azioni
- utile contro le infiammazioni (artrosi, tunnel carpale, bronchite, sciatica, dolori mestruali, emorroidi).
- combatte i radicali liberi (potente antiossidante, combatte stress fisico, mentale e ambientale).
- abbassa il colesterolo (favorisce eliminazione di trigliceriti e colesterolo LDL ed aumenta HDL).
- combatte la cellule tumorali (svolge azione antimetastatica e sembra avere attività antiangiogeniche contrastando la vascolarizzazione del tumore oltre a favorire l’apoptosi delle cellule cancerose).
- disintossica il fegato (stimola la segrezione biliare da parte del fegato e favorisce la digestione favorendo l’eliminazione delle tossine attraverso le feci).
- rinforza i vasi sanguigni (azione anticoagulante, preventiva dei trombi, inibisce l’aggregazione piastrinica con effetto simile all’aspirina).
- protegge il cuore (alcuni studi dimostrazione un’azione riducente le estensioni di lesioni cardiache. Da segnalare che la curcuma non interferisce con la farmacologia, aspetto che la rende interessante per un utilizzo in sinergia con i farmaci.)
- cura la pelle (riduce le imperfezioni, dona un’illuminazione all’incarnato e la sua attività antimicrobica è efficace su diversi ceppi batterici, virus e parassiti per ampliare l’azione di antisettici. È un ottimo purificante dagli eccessi di sebo).
- protegge lo stomaco (equilibra la secrezione biliare, gastrica e pancreatica. Ha un’azione preventiva dell’ulcera gastrica oltre che di disturbi come nausea e vomito).
- placa la fame nervosa ( infatti interviene nella regolazione dei due neurotrasmettitori coinvolti negli sbalzi emotivi, quali serotonina e dopamina. Controlla il desiderio di zuccheri e carboidrati).
Le sue azioni antinfiammatoria ed antiossidante la rendono un nutraceutico interessante nell’attività sportiva.
Infatti la sua attività antinfiammatoria la rende preziosa nel post workout di attività che per quanto benefiche per la muscolatura sono attività usuranti e ripetitive.
La curcuma, inoltre, protegge dall’osteoartrite, preservando la normale mobilità delle articolazioni.
Ecco che l’azione antinfiammatoria della curcuma è quindi riducente per stati infiammatori in atto e preservante della mobilità delle articolazioni. Se assunta prima di performance previene, se assunta dopo favorisce il recupero muscolare.
La curcuma in un contesto di sana e mirata alimentazione unito ad attività fisica può aiutare a bruciare i grassi ed a drenare i liquidi.
La sua azione antiossidante la porta a combattere i radicali liberi la cui produzione è sollecitata da attività fisica oltre a quella cui l’organismo è sottoposto quotidianamente .
Ricapitolando:
dal rizoma giallo intenso della curcuma, essiccato e polverizzato, si ottiene una polvere finissima.
La componente nutraceutica della curcuma è la curcumina che per essere biodisponibile deve essere attivata dalla piperina e da una componente grassa (olii vegetali, yogurt, avocado) oppure dall’associazione della piperina con la quercetina (la si trova per esempio nel tè verde e nelle cipolle).
Nel mio libro “La Mia Cucina Nutrizionale” che trovate su amazon c’è un capitolo dedicato alla curcuma con ricette di semplice realizzazione.
La dose consigliata deve essere compresa tra 3-5 g che corrispondono a circa due cucchiaini da caffè o uno da tè. Si utilizza come condimento sulle pietanze ma anche per preparare salse, yogurt o bevande.
È un colorante alimentare ed è tra gli additivi alimentari codificati dall’Unione Europea, come E100.


